Cobol Pongide

I Cobol Pongide propongono un pop cosmico-elettrico utopico (“cosmutopico”) cantato in italiano, nato dall’uso creativo di vecchie console, computer d’epoca come il Commodore 64, tastiere giocattolo anni Ottanta e altre bizzarrie elettromeccaniche. Dal primo album del 2009, la band – inizialmente formata dall’umano Cobol e dal robot cantante Emiglino Cicala, legata alla scena toy music – ha evoluto il proprio stile verso un avantpop più strutturato, integrando strumenti elettrici più classici come vecchi synth e batterie elettroniche malconce. Le loro canzoni raccontano l’epopea cosmonautica e cosmista: non astronautica, perché, come dicono loro, “l’astronauta è un libero imprenditore del coraggio, il cosmonauta un operaio del progresso interplanetario”. Un viaggio che parte dalla comparsa dei primi tetrapodi per arrivare all’umanità moderna, ora pronta a lasciare l’acquitrino terrestre per i corpi celesti. Ma l’espansione nello spazio, avvertono, non dev’essere guidata dal capitalismo predatorio che negli ultimi vent’anni ha iniziato a colonizzare l’immaginario interplanetario. Non a caso, la musica dei Cobol Pongide è intrisa di fantascienza e delle sue visionarie derive. Hanno pubblicato tre album: Musica per anziani cosmonauti (2009), Vita da spaziale (2017) e Estremofilia cosmica e operaia (2021). Ottobre 2025 segna l’uscita di Kosmodrom (Dischi Durevoli Records/Goodfellas). Altri cinque album, tra cui una colonna sonora e un disco tributo curato da Emiglino Cicala, sono disponibili su Bandcamp.
Ma il progetto si articola anche su altri fronti: Cobol ha pubblicato tre saggi sullo sfruttamento spaziale, tra cui Marte oltre Marte (DeriveApprodi, 2019), primo testo italiano sul futuro del lavoro interplanetario. Infine, i Cobol Pongide si occupano anche di UfoCiclismo – una pratica di contro-mappatura urbana in bicicletta – e nel 2024 hanno pubblicato Anticaja Canaglia, raccolta di racconti di fantascienza del quotidiano.