‘Tiny Space’ | Georgeanne Kalweit
Album | LP+DG | NOS Records | Uscita 20/03/2026
Una scrittura intensa, una produzione raffinata, un paesaggio sonoro iridescente: Tiny Space esplora il confine tra fragilità personale e urgenza espressiva

Venerdì 20 marzo 2026 esce per NOS Records Tiny Space, il nuovo album di Georgeanne Kalweit, cantautrice, artista visiva e performer originaria di Minneapolis e residente in Italia da oltre trent’anni. Anticipato dal singolo e dal video della title-track, si tratta di un lavoro radicalmente personale e profondamente catartico, nato tra Milano e la Puglia e modellato attraverso un processo creativo in cui registrazioni, sperimentazioni elettroniche e scrittura intima si intrecciano in un percorso di rinascita emotiva.
Questo è il quarto lavoro discografico di Georgeanne Kalweit, il primo pubblicato a suo nome. Dopo l’esperienza con i Delta V (2000–2004), con Kalweit and the Spokes (2009–2015) e con The Kalweit Project (2016–2020), l’artista si presenta ora attraverso un’opera autenticamente personale e aperta, in cui voce, scrittura ed estetica convivono con una nuova consapevolezza creativa.
La realizzazione dell’album inizia nel 2022, quando Georgeanne – appena trasferitasi a Milano e reduce da un divorzio – inizia a comporre utilizzando un organo Bontempi e una tastiera Technics, registrando bozze al telefono e sviluppandole nel suo home studio mansardato. Quel materiale grezzo, carico di fragilità ed energia creativa post-pandemica, viene rielaborato in pre-produzione con Lorenzo Corti e poi sviluppato e trasformato dal produttore artistico Giovanni Ferrario (Scisma, Micevice, Hugo Race, PJ Harvey, John Parish, ecc.) in tracce stratificate, in cui elettronica, alt-rock, art pop e suggestioni cinematiche convivono in equilibrio narrativo. Registrato e mixato a La Buca Recording Club con un ensemble essenziale (Corti alle chitarre, Mondini e Sapignoli alle percussioni, Ferrario a tutti gli altri strumenti), Tiny Space prende forma come un paesaggio sonoro intimo e complesso.
A livello sonoro, Tiny Space si muove tra eleganza minimale e vibrazioni spigolose: atmosfere elettriche e umbratili vicine a PJ Harvey e Lou Reed/Velvet Underground, aperture dreamy che sfiorano l’indie pop statunitense, e momenti più ruvidi e obliqui che richiamano l’alt-rock anni ’90, mantenendo però un’identità autonoma e inconfondibile. Le ritmiche sono essenziali e nervose, le linee vocali limpide e ipnotiche, gli arrangiamenti intrisi di texture luminescenti, synth caldi, riverberi profondi e chitarre che si alternano tra rumorismi, arpeggi e distorsioni controllate. Ne risulta un disco denso, poliedrico, emotivamente vivo: poetico senza essere fragile, intimo senza essere chiuso, luminoso senza perdere tensione.
Tiny Space raccoglie dieci canzoni in inglese, ironiche, eccentriche e malinconiche: microcosmi emotivi che affrontano il cambiamento, il lutto amoroso, la trasformazione della pelle, la ricerca di scopo, il dialogo con l’ombra, l’urgenza creativa e lo slancio verso un sé rinnovato. Ogni brano è un’affascinante stanza interiore, un’immagine, un paesaggio emotivo, un atto di memoria e di immaginazione.
L’album verrà presentato dal vivo al release party in programma sabato 21 marzo 2026 allo Spazio Pontano di Milano, dove Georgeanne Kalweit festeggerà insieme alla sua band e al proprio pubblico l’uscita di Tiny Space.
TRACK BY TRACK | LE PAROLE DI GEORGEANNE KALWEIT
1. Tiny Space | Un viaggio interiore nel minuscolo spazio emotivo in cui ci si ritrae per guarire dopo una grande perdita. Tra dolore, rinascita e nuovi equilibri, la musica riflette il passaggio verso una nuova identità.
2. Egoverse | L’universo interiore diventa “egoverso”: spazio vasto, pulsante, dove insicurezza e desiderio di emergere si scontrano. Un brano sospeso tra autocensura, creatività e slancio vitale.
3. Heavenly Thoughts | Il desiderio di riaprire il cuore dopo la sofferenza: un inizio vulnerabile che cresce in intensità e fiducia. La canzone oscilla tra speranza e timore, tra apertura e chiusura emotiva.
4. Call an Ambulance | Il momento in cui una relazione muore: shock, dolore fisico, bisogno disperato d’aiuto. La musica racconta la transizione brutale dalla paralisi emotiva al primo passo verso il futuro.
5. Ten Pins | La metafora della pista da bowling per descrivere potere, impatto e caduta in una relazione conflittuale. Un crescendo adrenalinico, feroce, che si dissolve quando il gioco finisce.
6. Soft Shoulder | Come nelle highway americane, la “spalla morbida” come via d’emergenza emotiva: luogo di appoggio ma anche rischio di sbandamento. Nella fragilità post-separazione si alternano paura, protezione e desiderio di ripartire.
7. Crystal Clear | Dopo la rottura, nulla è davvero “cristallino”: interrogativi e confusione avvolgono il percorso verso la chiarezza. Il brano riflette il tentativo di trovare un equilibrio tra difesa e rinascita.
8. Fumbling Through February | Febbraio come metafora del torpore emotivo: freddo, cielo plumbeo, clima pesante, fatica quotidiana. Eppure, sotto la superficie, si prepara una nuova stagione.
9. International Intrigue Time Zone | L’attrazione tra mondi diversi diventa viaggio sensuale guidato dall’istinto. Una corsa eccitante e cinematica nell’ignoto, tra seduzione e perdita di controllo.
10. Bullet Holes | Fori di proiettile come simbolo di violenza, conflitto e potere distruttivo. Un brano marziale, minimale e incisivo, che lascia emergere un paesaggio sonoro disincantato.

BIO
Georgeanne (GI) Kalweit (Minneapolis, USA), cantautrice e performance artist, vive in Italia da oltre trent’anni ed è una delle voci più riconoscibili della scena indipendente. Dal 2000 al 2004 è stata vocalist della band electro-pop Delta V, con cui ha inciso due album per BMG-Sony. Successivamente ha fondato i progetti Kalweit and the Spokes (2009–2015, Irma Records) e The Kalweit Project (2016–2020, Lecce), con i quali ha pubblicato tre dischi e portato la sua musica anche negli Stati Uniti. Parallelamente, ha collaborato con artisti come The Dining Rooms, Vinicio Capossela, Calibro 35 e Cesare Malfatti (La Crus), oltre a numerose presenze come guest vocalist in progetti italiani ed internazionali. Negli ultimi anni ha partecipato a lavori di Ottodix, Züth!, Max Zanotti, Ninotchka, VonDatty e The Elephant Man. La sua produzione attraversa elettronica, post-punk e songwriting sperimentale, con una scrittura in lingua inglese che unisce intensità emotiva e immaginazione poetica.
CREDITI
Produttrice Esecutiva | Georgeanne Kalweit
Produttore Artistico | Giovanni Ferrario
Georgeanne Kalweit | Voci, tastiere
Giovanni Ferrario | Basso, tastiere, programmazione
Lorenzo Corti | Chitarra, organo
Beppe Mondini | Batteria
Diego Sapignoli | Batteria, vibrafono
Registrato da Simone Piccinelli presso La Buca Recording Club, Montichiari (BS)
Mixaggio | Giovanni Ferrario & Simone Piccinelli presso La Buca Recording Club
Master | Giovanni Versari presso La Maestà, Tredozio (2025)
Artwork | foto di copertina a tecnica mista di Georgeanne Kalweit, grafica di Stefano Siboni
Foto | Matteo Ceschi
CONTATTI & SOCIAL MEDIA
FB | facebook.com/georgeanne.kalweit
IG | instagram.com/georgeanne_kalweit
SC | https://soundcloud.com/user-343855717
SF | open.spotify.com/intl-it/artist
YT | youtube.com/@georgeannekalweit4498
- Nicola Amici | Addetto stampa